Recensioni

"Picasso, De Chirico, Chagall: Mantegazza da Magenta riprende la struttura compositiva dei primi due, la poesia e i colori invece li ritrova nel secondo. Nelle opere del nostro artista è inevitabile riscontrare i chiari modelli da cui trae spunto, eppure non si può che rimanere affascinati dalla dolcezza che certi manichini o certe ambientazioni notturne suscitano in noi.

Il pittore riesce infatti a elevare non la natura ma le emozioni su un piano metafisico, materializzando così la tenerezza delle relazione"

- Salvo Nugnes

Recensione Nugnes
Spoleto Arte


 

"Due componenti storiche quasi inconciliabili fra di esse, la Metafisica e il Primitivismo, fanno da presupposto logico alla pittura dolce e fantastica di Mantegazza da Magenta, inventore di storie senza storia e situazioni spiazzanti in cui il rimando al visivamente riconoscibile complica invece che semplificare.

Inutile pretendere significati certi a un'arte che postula, dechirichianamente, ma anche leopardianamente, il fascino irresistibile del vago, compiacendosi di creare modi poetici immaginari che vengono scanditi da colori ora distesi planarmente, ora crepitanti di vigori post-impressionistici."

- Prof. Vittorio Sgarbi

Recensione Sgarbi
Spoleto Arte


 

"Nelle opere di Mategazza da Magenta viene a crearsi una perfetta simbiosi di numerose correnti artistiche e di stili che hanno influenzato il Novecento. de Chirico incontra Chagall, i Fauves trovano Kandinskij.

Nelle creazioni di Mantegazza si distinguono poi elementi che ritornano con frequenza: le coppie, i cavalli, le vedute con Venezia sullo sfondo, la prospettiva di un mondo dominato dalla leggerezza della poesia.

La purezza delle emozioni si esprime nel materico, nel semplice transito di una soffice nuvola. Ed è così che Venezia la sera si rianima di  passione."

- Salvo Nugnes

Recensione Nugnes
Spoleto Arte


 

"Mantegazza da Magenta è un pittore che ha vinto alcuni premi in concorsi nazionali ed internazionali. Ha ottenuto quello che si dice "buona stampa" in Italia e Francia.

La sua pittura si potrebbe collocare non solo nel gusto lombardo, ma nel genere "scurista" lombardo, tanto nei dipinti da lui condotti si avverte come calata la sera. Come un plenilunio calato sulle cose.

Più esattamente, il genere è postimpressionista, ma addirittura con un carattere di spettralità delle visioni. Questo particolarmente nelle Venezie, la cui laguna si presta molto bene al sorgere pittorico dei "fantasmi". Si tratta d'una pittura drammatica: forse, pessimista."

- Prof. M. Portalupi


 

"Mantegazza da Magenta è un piccolo vulcano anomalo, estroverso, incolpevole, generoso, indaffarato, che vive in pittura una lunghissima fiaba effervescente, la quale sembra snodarsi attraverso due fasi conserte e separate, insieme, da infimi scatti traumatici: la rincorsa del colore inventato, innaturale, veemente, e il superamento di mille tentazioni simboliche che sono attraenti, ma talora omicide, come le sirene.

Comfessando amore per la storia degli uomini che sempre lasciò impronte e venature decisive, Mantegazza ha il fegato di non mascherarsi, di non operare "pressing" sulla propria anima e sui propri comportamenti d'artista.

Fa piacere che un pittore, senza travestimenti furbastri, cammini dritto per il suo campo minato. Va a fare arte, non a rifare. Lo applaudo lungamente."

- Luciano Prada


 

"Ho sempre pensato, di fronte alle opere di Mantegazza e a questa sua tenera, delicata palpitante trasfigurazione surreale del racconto pittorico, ad un temperamento che si pone in un possibile, ipotetico punto di contatto tra Guidi e Chagall, però con gli occhi e il cuore riscaldati dalle delicate figurine di Peynet. E' la sincerità di fondo di questa pittura che subito colpisce lo spettatore e lo seduce. Una sincerità che si regge su emozioni semplici e chiare, che riscaldano il cuore anche quando l'immagine si fa più notturna, più melanconica o nostalgica e le nubi dell'universo di Mantegazza vengono traversate, come da un lampo, dalla presenza allarmata e inquietante del mondo d'oggi e dalle sue circostanze non sempre liete, dai suoi affanni e contraddizioni.

La sua pittura, dunque, è una testimonianza che dietro l'apparente semplicità riserva la sorpresa d'uno spessore più assorto e complesso, come del resto accade per le fiabe che sentivamo da bambini. La sua suggestione poetica discende proprio da qui, e qui trova, anche, ogni sua giustificazione, ogni sua verità d'espressione."

- Giorgio Seveso


 

"Piochè l'arte ha la facoltà di meterializzare i sogni, di renderli durevoli, di trasformarli in cose godibili. Poichè l'artista soltanto è un rivoluzionario e Mantegazza fa la sua rivoluzione silenziosa e concreta coi suoi sottili pennelli, i suoi tramonti fascinosi, i suoi orizzonti lontani, bilanciati fra visione e realtà, fino alla pace otale, quando il vento cade e il mare si quieta."

- Prof. M. Onorato


 

"The immersion in the visions of enchanted Enrico Mantegazza determines the perception of an irrational world, but that is opposed to the prevailing apathy of a consumer society essentially adrift. The result is an inner reflection conjugated to a desire for escapism induces joyous and vibrant colors. The harmony that pervades the work of Mantegazza however alternates moments of melancholy irony harbinger of worries and anxieties determined by the contemplation of the problems of everyday life. Despite awareness of the negative that characterizes the human experience, the author shows a predominant trend is optimistic that the sign of his painting."